La storia del dandy e del dandismo si può suddividere in 4 fasi:
1) inizio del XIX secolo, George Brummel e il primo dandismo: George Brummel è stato il primo prototipo di dandy, era infatti considerato un maestro d'eleganza per l'epoca. Ciò che contraddistingueva Brummel erano l'ostentazione in ogni occasione, una superficialità quasi annoiata, l'aria di superiorità e la raffinatezza nel gusto. In questi anni pian piano l'atteggiamento del dandy si era diffuso tra artisti, poeti, letterati e scrittori. I luoghi più frequentati dal dandy erano soprattutto legati ad occasioni di vita in società, ma solo di un'èlite esclusiva: saloni eleganti, balli, clubs, soirèes, e, ultima ma non meno importante, la "promenade" del pomeriggio. Quest'ultima era infatti un luogo molto amato dal dandy, perchè aveva la possibilità di sfoggiare se stesso e i propri capi alla moda. L'abbigliamento del dandy era infatti semplice ed elegante ma curato in maniera estrema. L'eleganza del dandy, però, non si basava solamente sull'aspetto, ma anche sulle sue pose, suoi suoi atteggiamenti, sui comportamenti sociali e sul modo di fare conversazione, che era spesso snob e dotato di humour superficiale.
2) metà del XIX secolo, il dandismo francese: il dandismo si è sviluppato anche in Francia dopo la Restaurazione. In questa fase si ha una teorizzazione del fenomeno, soprattutto per opera di Charles Baudelaire. Egli ripudiava il dandismo disimpegnato, perchè credeva che l'eleganza fosse fondamentale per conferire al dandy superiorità aristocratica e intellettuale. In questa fase, inoltre, la figura del dandy subisce l'influenza del "bohèmien".
3) fine del XIX secolo, il tardo dandismo: il fenomeno del dandy riprese vigore con il movimento dell'estetismo, soprattutto grazie alla figura di Oscar Wilde. Secondo il suo pensiero, i vestiti e ogni aspetto dell'esistenza, dovevano puntare alla bellezza e allo stile, perchè lo scopo era fare della vita stessa un'opera d'arte. L'abbigliamento doveva mirare a stupire.
4) inizio del XX secolo, fine del dandismo classico: a causa dei processi di socializzazione e democratizzazione avvenuti nel Dopoguerra, il dandismo perse le sue motivazioni sociali più profonde.
Tuttavia, ancora oggi si parla spesso di dandismo in riferimento a un'eleganza estrema e raffinatezza nella moda maschile. Per alcuni, oggi si può parlare di "neodandismo", che è un fenomeno sia maschile che femminile, basato sull'esasperazione del modo di vestire. Questo fenomeno avrebbe iniziato a svilupparsi negli anni '60/'70, in tutte quelle che sono state definite mode giovanili e condividerebbe con il dandismo classico gli elementi della vanità, dell'esibizionismo e l'importanza delle apparenze esteriori, utilizzate come maschera verso la società.
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RispondiEliminaBravo!
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